
Teverola. Un panino, una banana, tanta acqua e siamo di nuovo in sella, verso Capua. Prima di concludere la ciclogiornata c'è un momento importante. Ci fermiamo all'"albero dell'impiccato", un luogo della memoria. L'impiccato è Carlo Santagada, che alla fine del '43, da solo, fronteggiò una squadra di nazifascisti durante
Entriamo a Capua, bella cittadina, dilaniata da un bombardamento che durante
Ricominceremo domani, tappa fino a Venafro, in Molise. E dopodomani fino a Sulmona, salendo. Sabato l'arrivo è a L'Aquila, a proposito di luoghi simbolo. Lì ci riuniremo con la carovana Nord, staremo insieme ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno ripartendo, faticosamente, perché hanno qualche problema in più, come se non bastasse.
Domenica a Roma. Al Colosseo finirà il giro d'Italia del centenario, dei professionisti. La nostra marcia itinerante si concluderà con una festa al parco della Resistenza, non poteva essere altrimenti.
L'impiccato oggi lo chiamerebbero scemo...o idealista o un qualunque termine che abbia connotazione negativa...Ma per fortuna "nell'era delle veline" c'è ancora qualcuno - tutti quanti quelli che in questi giorni stanno partecipando con entusiasmo -capace di commuoversi o emozionarsi di fronte ad un gesto di integrità.
RispondiEliminaMeno male che c'è la Fiom a tenere alto il valore del lavoro e a ricordare quello della Resistenza!!
RispondiEliminaGrazie Fiom. Ricordare Carlo Santagata in questo momento è ricordare i grandi valori eterni che non devono e non dovranno mai essere cancellati dalla memoria di chi ha a cuore il nostro paese, come la lotta per la disuguaglianza, per i diritti, per la pace e per la giustizia.
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