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sabato 30 maggio 2009

Mimmo, il furgone e l’allegria


L’allegria, nella carovana Sud, ha soprattutto il volto di Mimmo. Anche lui operaio, anche lui alle dipendenze di una delle innumerevoli ditte che lavorano per la Fiat.
Il suo è un lavoro particolare. Lui prende le macchine fresche di fabbrica e le prepara per il trasporto a bordo delle bisarche.
Anche il suo lavoro risente della crisi. Se le macchine non escono dalla fabbrica, c’è la cassa inegrazione anche per chi le aspetta fuori.
Mimmo si è unito a noi, a Pomigliano, al volante del furgone “ammiraglia”. Ma lui è un protagonista e appena se ne è presentata l’occasione ha inforcato la bici, quella di Gianni, e giù in discesa.
Mimmo ha molti hobby, dalla pesca alla raccolta delle castagne. Ma il suo passatempo preferito è Marina, nove anni e mezzo, «bella come il sole». Stare lontano da lei, anche solo per pochi giorni, è stata una sofferenza, e riabbracciarla sarà meraviglioso. CS

Aldo, il gabbiano


Fisico tirato, una cinquantina di chili di energia, un trascinatore per tutti noi, lo conosciamo solo da ieri, ma lunedì ci mancherà.
Il compagno Aldo è in pensione, da qualche anno. Lavorava all'Alenia di Pomigliano d'Arco, delegato Fiom.
Tutti i giorni in bicicletta, legate al caschetto piume di gabbiano. “Lo invidio perché e libero di passeggiare o di volare, mangia sempre pesce fresco”.
Ieri mattina, prima di partire, tutti sorridevamo vedendogli fare i suoi curiosi esercizi di stretching. Stamattina erano tutti intorno a lui farli.
Una tappa dura quella di oggi. Quando la pendenza si è fatta proibitiva si è dovuto fermare. Ma non si è arreso alla montagna. Ripreso fiato ha rimesso giù la bici, e via verso Sulmona.
A casa a lasciato ad aspettarlo la moglie - “tradita per il segretario generale della grande Fiom” - e la figlia di 21 anni, secondo anno di economia aziendale, che solo a parlarne gli si illuminano gli occhi. CS

Giovanni e la SCA


Penultima tappa. Una delle più dure. Rieti – L’Aquila.

Abbiamo un nuovo compagno di viaggio, incontrato lungo la strada. È Giovanni, della SCA di Pratovecchio. Lo abbiamo conosciuto sabato scorso, lungo la Porrettana, insieme alle compagne e ai compagni che insieme a lui presidiano da oltre 60 giorni lo stabilimento per la difesa del loro posto di lavoro.

La SCA è una cartiera. Giovanni non è metalmeccanico. Ma è un lavoratore - un operaio - come tutti gli altri. Anche lui è in bicicletta per difendere il diritto al lavoro suo e degli altri lavoratori come lui.

Ciao Giovanni! Ciao a tutte le lavoratrici e i lavoratori della SCA, che con Giovanni, oggi sono tornati insieme a noi.

venerdì 29 maggio 2009

Roberto e la catena di montaggio


Roberto ha fatto l’operaio per una vita intera. In catena alla Bonferraro di Verona (ex Smeg). Operaio di linea.

Lui da qualche anno è in pensione, ma nella fabbrica dove lavorava sono in cassa integrazione. In pensione ci è andato presto perché ha cominciato a lavorare da bambino. L’estate lavorava il tabacco nei campi. Alla Bonferraro ha lavorato sempre in catena di montaggio. Poche semplici operazioni sempre uguali. Ritmi esasperanti, un pezzo dopo l’altro, un operaio sopra l’altro. La catena passa; è lei che detta il ritmo di lavoro. Era dura, dice Roberto. Anche mentalmente; asfissiante. Ancora peggio negli ultimi anni con il salario legato alla produttività. I ritmi erano aumentati. La fatica anche.

Roberto finalmente è andato in pensione. Ha lavorato fin troppo.

Roberto sulla strada sembra un treno. La fatica della salita non è niente in confronto alla fatica della catena di montaggio.

giovedì 28 maggio 2009

Hasta siempre, comandante!


Un conto è avere una idea; un conto è realizzarla. Un conto è dire di fare una cosa; un conto è farla. Un conto è dire agli altri di fare una cosa; un conto è farla insieme a loro.

Un conto è pedalare; un conto è pedalare, organizzare, controllare, tornare indietro, riprendere chi ha rallentato, fare due volte la stessa salita, motivare, spingere, decidere, tenere insieme.

Un conto è essere un dirigente sindacale; un conto è essere uno come lui.

Hasta siempre, comandante!

Carmen e la strada in salita


Carmen ha i capelli rossi ed è una metalciclista. È impiegata in una azienda di Treviso. Non sta ancora in cassa, ma nella azienda in cui lavora si aspettano la crisi da un momento all’altro. Carmen si è presa una settimana di ferie per venire con noi. È arrivata domenica e si è aggiunta al gruppo.

La cosa che la spaventa di più nel futuro è perdere il lavoro. Il lavoro è la sua autonomia.

Sono 20 anni che lavora nella stessa azienda. I primi 10 come operaia, collaudatrice. Le hanno insegnato tanto quegli anni, comprese le lotte e il rapporto con il sindacato. Poi ha deciso di prendersi il diploma e l’azienda le ha proposto di “passare di là”. Lei ora fa l’impiegata ma non si è dimenticata come lavorano le operaie.

Carmen è una delle poche donne nella azienda in cui lavora e una delle poche donne nel gruppo in bicicletta. Dice che per lei la strada è più dura, in bicicletta e al lavoro. Per tutte le donne è più dura; non solo per lei.

Per le donne - dice - la strada è in salita e piena di curve. Per ottenere qualcosa - come donna - deve dimostrare sempre di valere dieci volte più degli altri.

Ogni tanto, sulla strada - quando l’asfalto sale - resta indietro. Ma non le importa, tiene i suoi ritmi. L’importante è arrivare alla fine della salita. E lei ci arriva sempre.

mercoledì 27 maggio 2009

Gianni, un giornata particolare.


Di tempo libero Gianni ne ha. È in cassa integrazione per due settimane al mese, come tutti alla Asm, un'azienda che produce componentistica per la Fiat, nello specifico, tutto quello che riguarda la pannelleria. Stampaggio e lastratura.
Per dire il vero l'azienda punta a molto di più che alla cassa. Dai 200 dipendenti attuali vogliono arrivare a 80.
Hanno cominciato il mese scorso: 17 impiegati licenziati, mancato rinnovo per 22 apprendisti. Tutti a casa.
Gianni è allenato. È istruttore di spinning, per la bici ha una passione. Ma non è l'unica, né la più grande. L'amore più grande l'ha lasciato a casa, proprio oggi, nel giorno del loro quinto anniversario di matrimonio. “Oggi era importante che io fossi qui, ma recupererò.
Ti amo Giuliana”. CS

sabato 23 maggio 2009

Daniele, che si è comprato il suo tempo


Daniele è il più giovane di tutti. Ha 29 anni ma sono già dieci anni che lavora. Daniele non è un ciclista. Daniele è un operaio. Prima non sapeva nemmeno come fosse fatta la bicicletta.

È entrato come interinale. Uno dei primi. Allora non si usava ancora come adesso e lui lo hanno assunto quasi subito.

Nell’azienda dove lavora Daniele sono in cassa da ottobre.

Lui da un po’ di tempo ha chiesto il part time. Vive con due amici, deve mantenere soltanto se stesso. Ha rinunciato ad avere la macchina e si è comprato il suo tempo

martedì 19 maggio 2009

Gianni e la fonderia


Gianni è il più veloce dei nostri ciclisti. Per lui la bicicletta è una passione. Quando ne parla, gli occhi gli brillano. Esce ogni domenica. Le Dolomiti sono il suo “paradiso”. La bicicletta per lui è metafora della vita e soprattutto del lavoro: dice che in fabbrica fai fatica come sulla strada, senza il doping, però…e ride!

Lui la fatica sa bene cosa è. Lavora in fonderia da più di 30 anni. Suo padre lavorava in fonderia, i suoi tre fratelli lavorano in fonderia. Lui dice che prima c’è l’uomo, poi c’è il fuoco, poi la fonderia.

Gli piace il suo lavoro. Quello che non gli sta bene è che le lavorazioni più pesanti toccano sempre ai migranti. In fonderia, dove lavora lui, alla sbavatura ci sono soltanto operai dell’Est o dell’Africa. Dice che fanno un lavoro massacrante per un salario da fame. E questo non gli va giù.

Ha una vita di sacrifici alle spalle; si è costruito casa da solo, con sua moglie, mattone su mattone, fine settimana dopo fine settimana. Ci ha messo anni. Ferie poche: quelle che ricorda sono quelle in Jugoslavia, quando ancora c’era la Jugoslavia e quando ancora c’era Tito.

È qui perché la sua azienda come tante altre è in crisi: prima ferie forzate; ora già si parla di mobilità.

Gianni è un compagno, di quelli veri, all’antica. Ha un tatuaggio sul braccio: è una colomba che dice un dì verrà…..
 

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