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lunedì 1 giugno 2009

La FP-CGIL Campania ha aderito al “Lavoro in marcia” organizzato dalla FIOM.

Ieri a Roma si è concluso a Porta San Paolo, luogo simbolico della resistenza romana al nazi-fascismo, il Giro ciclistico “Il Lavoro in marcia” nella Italia della crisi organizzato dalla FIOM-CGIL, con l’adesione di Arci e Uisp.

Il giorno precedente le due carovane ciclistiche, quella partita da Padova il 17 maggio e quella partita il 27 maggio dallo stabilimento FIAT di Pomigliano d’Arco, si erano ricongiunte a l’Aquila.

La FP-CGIL Campania ha aderito alla manifestazione organizzata dalla Fiom-Cgil e la FP-CGIL-MEDICI ha assicurato, per alcuni giorni, la presenza di medici sull’autoambulanza della CRI di Pompei al seguito della carovana ciclistica.

E’ stata una esperienza intensa e coinvolgente che ha consentito di riportare al centro della attenzione il lavoro, i diritti, la democrazia, vale a dire il paese reale oscurato dai mass-media per dare spazio al paese virtuale; un modo per riaffermare con forza che il lavoro unisce.

La tenacia e la forza degli operai che hanno partecipato a questa manifestazione ciclistica rappresentano l’emblema del lavoro che, in questo periodo di dissesto sociale ed economico, è mortificato, svilito, tradito e trascurato dagli organi di informazione, tranne nei casi delle stragi di operai morti sul lavoro.

L’accoppiata lavoro–ciclismo ha un alto valore simbolico. Il ciclismo, forse come nessun’altra disciplina sportiva, riesce a coinvolgere gli spettatori perché pedalare è sudore e sofferenza. Il ciclismo è una metafora della vita: c’è gioia, passione, dolore, fatica, successo, ma anche sofferenza, sacrificio, debolezza, sconfitta.

Questo è il paese reale al tempo della crisi che la FIOM, così come la FP-CGIL Campania e la FP-CGIL-MEDICI, ritengono ineludibile riportare al centro della agenda politica italiana.

Bisogna ricomporre quello che la crisi, il Governo e Confindustria tentano di disgregare E di dividere, come i lavoratori pubblici da quelli privati, i lavoratori anziani da quelli giovani, i maschi dalle femmine.

In questo periodo di decadimento etico, culturale, sociale e politico dell’ Italia non deve sfuggire che l’attuale Governo di centro-destra incarna il neoliberismo nella sua versione più aggressiva quella populistica.

Il Governo Berlusconi è una maggioranza che in un periodo di recessione e di stagnazione, esprime gli umori peggiori del nostro paese facendo leva sul sentimento di paura che attanaglia gli italiani e che viene artatamente alimentato dai mezzi di informazione.

Una maggioranza politica autoritaria, lobbista ed eversiva, che è sostenuta da un blocco sociale compatto, che sta attuando una politica populista di destra, il cui programma si fonda su una delegittimazione delle istituzioni repubblicane e della Costituzione, su un attacco alla libertà individuale, alla laicità dello Stato, alla libera informazione ed alla magistratura, sulla privatizzazione dei servizi pubblici esplicitata nel “Libro Verde” di Sacconi, su un ridimensionamento del ruolo del sindacato con la controriforma del sistema contrattuale e su un attacco allo Statuto dei Lavoratori con la messa in discussione del CCNL che di fatto muta la dimensione collettiva, sociale e politica del lavoro, così come sancito dalla Costituzione, in una dimensione individuale, alla mercè del mercato.

Un laboratorio di politica conservatrice che tende ad azzerare i corpi sociali intermedi di questo paese, che aggrega un blocco sociale estranea per cultura e storia ai valori costituzionali e che proietta definitivamente l’Italia al di fuori della Costituzione, stracciando anche quel capitolo III che disciplina le relazioni economico-sociali e che fissa nel primato e nella tutela della dignità e della sicurezza del lavoro il limite invalicabile della iniziativa privata.

Così, decreto dopo decreto, come l’intervento sul diritto di sciopero e l’incivile decreto sulla sicurezza, si sta affermando nel nostro paese l’assuefazione alla inciviltà ed alle barbarie, la negazione dei diritti di cittadinanza, la crisi della democrazia rappresentativa, l’insofferenza ai pesi e contrappesi sanciti dalla Costituzione.

Contro questo progetto di restaurazione che persegue lo smantellamento delle conquiste sociali di questo paese bisogna opporsi sapendo che ciò richiede uno sforzo enorme da parte di tutti noi in un contesto socio-economico e politico difficile.

La CGIL da diversi mesi sta affrontando una lotta politica che declina un paradigma alternativo, perché la CGIL incarna la volontà di tanti lavoratori e lavoratrici che credono e lottano per realizzare una società che elimini le disuguaglianze sociali, una società equa e solidale in grado di includere e non emarginare, una società che ridia tutela e dignità al lavoro, che potenzi un Welfare universalistico per rendere esigibili i diritti di cittadinanza e garantisca un modello di sviluppo di qualità, indispensabile per superare questa crisi.

Per questo ben vengano manifestazioni come “Il Lavoro in marcia” che riportano i problemi del paese reale al centro della agenda politica e che tendono a tessere una alleanza con i cittadini, per rendere esplicito all’opinione pubblica l’intimo legame tra tutela del lavoro e la libertà, tra solidarietà e uguaglianza, tra responsabilità individuale e collettiva.

Infine, è necessario ribadire il nesso che lega la vita economica alla qualità della democrazia, la partecipazione democratica al riconoscimento alle istituzioni pubbliche di ridistribuire in modo equo parte delle risorse prodotte e di offrire servizi per rendere esigibili i diritti di cittadinanza inscritti nella Costituzione Italiana, un patrimonio di valori da difendere, un programma etico da attuare per rafforzare in questo paese la democrazia e conferire centralità al lavoro.

Il Segretario Generale FP-CGIL CAMPANIA Luigi Savio

Il Segretario Regionale CGIL-FP-MEDICI Giosué Di Maro


Napoli, 1 giugno 2009

Roma, 31 maggio - Comunicato stampa

“Lavoro in Marcia”. Spezia (Fiom): “Abbiamo posto al centro dell’attenzione i nostri temi: lavoro, diritti, democrazia”. Concluso a Roma il Giro ciclistico nell’Italia della crisi

Poco prima che partisse all’interno del centro storico della Capitale l’ultima tappa, a cronometro, del Giro d’Italia del centenario, è giunta a Roma la pattuglia di ciclisti del “Lavoro in Marcia”, a conclusione del giro nell’Italia della crisi promosso dalla Fiom-Cgil con l’adesione di Arci e Uisp. L’ultima tappa del “Lavoro in Marcia”, sulla distanza di 17 chilometri percorsi in termini non competitivi, andava infatti da Villa Adriana, presso Tivoli, fino a Porta San Paolo, dove le magliette rosse sono giunte intorno a mezzogiorno di oggi.
“Questo nostro giro ciclistico - ha detto Laura Spezia, segretaria nazionale della Fiom, nell’intervento che ha concluso la manifestazione - ci ha consentito di costruire, tappa dopo tappa, tutta una serie di iniziative locali, per porre al centro dell’attenzione le istanze che ci stanno più a cuore: il lavoro e il suo valore, l’occupazione, i diritti dei lavoratori e dei cittadini, la democrazia.”
“Questa marcia - ha affermato Spezia - deve darci la spinta per affrontare con nuovo slancio tutte le molte difficili sfide che ci stanno di fronte, a partire da quella per la difesa dell’occupazione e da quella per il rinnovo dell’accordo economico per il secondo biennio del Contratto dei metalmeccanici. Rinnovo reso particolarmente problematico non solo dalla situazione di crisi in cui siamo immersi, ma dall’accordo separato sul sistema contrattuale del 22 gennaio di quest’anno, un’intesa che si propone di ridurre la funzione del Contratto nazionale per ciò che riguarda la tutela del potere d’acquisto delle retribuzioni.”
“Le difficoltà - ha concluso Spezia - sono quindi molte. Ma il “Lavoro in Marcia” ci ha insegnato che alla fatica si reagisce con la solidarietà, così coma hanno fatto i nostri ciclisti nel corso di questo originalissimo e intensissimo giro.”
La prima edizione del “Lavoro in Marcia”, aveva prima ricordato Francesca Re David, responsabile dell’ufficio Organizzazione della Fiom, si è svolta non solo in contemporanea con il Giro d’Italia del Centenario, ma anche “nel corso di un arco temporale particolarmente simbolico: tra il 1° Maggio, Festa del Lavoro, e il 2 Giugno, Festa della Repubblica”.
Nel corso del comizio conclusivo della manifestazione, svoltosi all’interno del Parco della Resistenza - così intitolato a ricordo della battaglia che, attorno a Porta San Paolo, oppose militari italiani e popolo di Roma alle truppe naziste l’8 settembre 1943 - hanno preso la parola, oltre a lavoratori e dirigenti sindacali che hanno materialmente pedalato nel corso del Giro, anche Andrea Novelli, presidente della Uisp di Roma, Sergio Giovagnoli, della Direzione nazionale dell’Arci, Cecilia Taranto, segretaria Cgil di Roma e del Lazio, e Alessandra Tibaldi, assessore al Lavoro della Regione Lazio.
Le due carovane ciclistiche del “Lavoro in Marcia”, quella partita da Padova il 17 maggio e quella partita da Pomigliano d’Arco il 27 dello stesso mese, si erano ricongiunte il 30 maggio a l’Aquila, ove si sono unite a una manifestazione promossa da comitati di cittadini del capoluogo abruzzese per affermare la propria volontà di avere diritto di parola sulla ricostruzione della città distrutta dal terremoto dello scorso aprile.

Fiom-Cgil/Ufficio stampa

Roma, domenica 31 maggio 2009

domenica 31 maggio 2009

[Liberazione, 31 maggio] L’Aquila in piazza: «Altro che crociere. Rivogliamo le case!»

di Eliana Como (L’Aquila)

Da Piazza della Fontana Luminosa, per pochi minuti i comitati dei cittadini di L’Aquila violano la zona rossa e si riprendono simbolicamente la loro città. Pochi minuti e poche centinaia di metri.
La città resta in mano alla Protezione civile, ma la gente che entra per la prima volta dopo mesi nella propria città, piano piano, uno alla volta, in un silenzio quasi irreale, ha il volto commosso.

sabato 30 maggio 2009

Comunicato stampa - L'Aquila

Comunicato stampa. Lavoro in marcia. Landini (Fiom): “La volontà di affermare il diritto al lavoro si è simbolicamente unita alla volontà dei cittadini de L’Aquila di determinare tempi e modalità della ricostruzione.”

Si sono ricongiunte stamattina a L’Aquila le due carovane de Il lavoro in marcia, il giro d’Italia alternativo promosso dalla Fiom Cgil insieme a Arci e Uisp, la prima delle quali partita da Padova il 17 maggio, la seconda da Pomigliano D’Arco (Napoli) il 27 maggio.

“I partecipanti al Lavoro in marcia – ha dichiarato Maurizio Landini, segretario nazionale della Fiom Cgil – si sono oggi uniti a L’Aquila ai comitati dei cittadini che vogliono riappropriarsi del futuro della loro città. In particolare, i partecipanti al Giro hanno formato due cordoni che hanno consentito ai cittadini de L’Aquila presenti all’incontro un ingresso ordinato all’interno della zona rossa.”
“Si è trattato di una iniziativa di alto valore simbolico – ha affermato Landini – a testimonianza della volontà di molti cittadini aquilani di non restare ulteriormente tagliati fuori dall’elaborazione dei progetti per la ricostruzione nel dopo-terremoto. In questo modo, la volontà di affermare il diritto al lavoro dentro la crisi industriale, che costituisce il tema del Lavoro in marcia, si è unita simbolicamente alla volontà dei cittadini de L’Aquila di determinare tempi e modalità della ricostruzione della loro città.”

Ufficio stampa Fiom – Cgil

Roma, 30 maggio 2009


venerdì 29 maggio 2009

[Liberazione, 29 maggio] Terni, lavoratori Thyssenkrupp minacciati dalla crisi dell’acciaio

Ultime tappe del tour Fiom. Durante: «L’azienda rispetti gli impegni presi»

[Corriere di Rieti, 29 maggio] Operai in bicicletta per protesta

[Primo piano Molise, 29 maggio 2009] Lavoratori in marcia

[Left, 21/29 maggio 2009] La crisi, in salita

di Eliana Como

giovedì 28 maggio 2009

[Liberazione, 28 maggio] In bici verso nord, contro la crisi

di Claudio Scarcelli

E’ partita la carovana Sud del “lavoro in marcia” della Fiom, è lo ha fatto dal piazzale davanti al cancello 2 dello stabilimento Giambattista Vico della Fiat. Un luogo simbolo; del lavoro, della crisi, della globalizzazione

28 maggio - tg3 regione molise

Il Tg3 regione ci riserva il servizio di apertura.

[Primo piano Molise, 28 maggio 2009] Fiom "il Giro alternativo" oggi a Pozzilli

mercoledì 27 maggio 2009

[Repubblica, 27 maggio] Da Pomigliano la marcia del lavoro in bici 'È la fabbrica-simbolo della crisi nel Sud '

Repubblica — 27 maggio 2009 pagina 5 sezione: NAPOLI

PARTIRÀ oggi alle 10.30 dai cancelli dello stabilimento Giambattista Vico della Fiat di Pomigliano d' Arco la carovana di operai metalmeccanici del Sud che aderiscono al progetto "Il lavoro in marcia", organizzato da Fiom con la collaborazione di Uisp e Arci. Verrà salutata dal sindaco, Antonio Della Ratta, dai dirigenti sindacali, da lavoratori, dai cittadini e da Marcello Colasurdo, del gruppo folk "operai di Pomigliano". Le prime tute blu sono partite da Padova il 17 maggio scorso. I due tronconi si ricongiungeranno il 30 maggio a L' Aquila. È una sorta di giro d' Italia alternativo attraverso i valori del lavoro, della solidarietà e del conflitto. «Partiremo dallo stabilimento di Pomigliano - ha spiegato il segretario della Fiom Campania, Maurizio Mascoli, durante la conferenza stampa di presentazione dell' iniziativa - perché è l' emblema della crisi del lavoro del Mezzogiorno. Approderemo nel Casertano, alle porte dello stabilimento Indesit di Teverola, e quindi proseguiremo la lunga marcia verso L' Aquila, da dove poi ci sposteremo per raggiungere Roma. Qui ci aspetta il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al quale consegneremo il messaggio di migliaia di lavoratori del settore metalmeccanico e la richiesta di interventi serie concreti da parte del governo e delle istituzioni contro la crisi». Una carovana di biciclette che attraverserà l' Italia in un viaggio nel cuore del paese, quello di chi lavora, di chi è in cassa integrazione, di chi è stato licenziato. «La provincia di Caserta - ha affermato il segretario della Fiom casertana, Raffaele Moretti - paga un prezzo altissimo, con oltre cinque mila lavoratori del settore auto ed elettrodomestici in cassa integrazione». I lavoratori campani in marcia, faranno tappa anche a Capua per deporre una corona d' alloro ai piedi dell' albero di Carlo Santagata, sedicenne capuano, medaglia d' oro alla Resistenza, seviziato e impiccato nell' ottobre del ' 43 dai nazisti. «Durante la marcia - ha sottolineato Massimo Brancato, segretario Fiom Campania - vogliamo affermare i valori della democrazia e della Costituzione». Attraverso uno degli sport più amati e più popolari d' Italia, l' incontro con le lavoratrici e i lavoratori delle fabbriche in crisi. Giorno dopo giorno, con dibattiti, spettacoli, corsi e incontri per raccontare l' Italia del lavoro e della crisi, quella di cui non si parla o di cui non si parla abbastanza. Un modo come altri per ribadire che il lavoro unisce». - PATRIZIA CAPUA

[Carta, 27 maggio] La Fiom in bicicletta

di Eliana Como

Sono partiti il 17 maggio da Padova, sono passati da Mantova, hanno attraversato l’Emilia Romagna, la Toscana e ora sono in Umbria. Poi Rieti e L’Aquila, infine Roma, il 31, a Porta San Paolo. Dove è iniziata da resistenza romana e dove si ricorda tutti gli anni il 25 aprile.

I metalmeccanici e le metalmeccaniche della Fiom sono in giro per l’Italia in bicicletta. Non sono ciclisti ma operai in cassa-integrazione. La loro non è una gara ciclistica, ma una manifestazione itinerante, un viaggio nell’Italia della crisi, un viaggio faticoso, sulle loro gambe, attraverso uno degli sport più popolari d’Italia, metafora del lavoro e della vita.
Sono partiti il 17 maggio da Padova, sono passati da Mantova, hanno attraversato l’Emilia Romagna, la Toscana e ora sono in Umbria. Direzione Terni, poi Rieti e L’Aquila dove incontreranno un altro gruppo di metalmeccanici in bicicletta partiti il 27 maggio da Pomigliano. Tutte e tutti insieme arriveranno a Roma il 31 a Porta San Paolo, dove è iniziata da resistenza romana e dove si ricorda tutti gli anni il 25 aprile.
Nel viaggio, i metalmeccanici in bicicletta sono passati davanti alla Belleli a Mantova, alla Rossi Motoriduttori e alla Manitou sulla via Emilia a Modena, all’Arcotronics nelle colline sopra Bologna insieme ai lavoratori delle Cartiere del Reno, alla Oerlikon di Porretta Terme; e poi in Toscana, venerdì alla Radicifil di Pistoia e sabato alla SCA di Pratovecchio; poi in Umbria alla Umbria Olii di fronte a quel che resta dello stabilimento dove sono morti Giuseppe, Vladimir, Tullio, Maurizio; venerdì a Terni allo stabilimento della Thyssen.
Di fronte a ogni fabbrica, ogni giorno, hanno trovato tantissimi lavoratori e tantissime lavoratrici, lì ad aspettarli. La loro storia è sempre la stessa: cassa integrazione, fabbriche che chiudono, precari che vanno via, migranti che rischiano di diventare clandestini. Sono storie – per tutti – di bassi salari, diritti negati, nessun rispetto per la dignità di chi lavora.
Le storie, i volti e il racconto del viaggio sono pubblicati ogni giorno sul blog www.lavoroinmarcia.org. E’ un’Italia di cui non si parla mai o mai abbastanza.
Il senso del viaggio è questo: portare a Roma le storie e la voce delle lavoratrici e dei lavoratori incontrati sulla strada. E’ quasi una staffetta, un passaggio di testimone, fabbrica per fabbrica, per ribadire che la crisi non è affatto finita e che per uscirne servono tante risorse e un nuovo modello di sviluppo. In Veneto da dove sono partiti ci sono 70mila lavoratori interessati da cassa, mobilità, riduzione dell’orario; in Emilia Romagna 60mila. Così in Toscana e in Umbria dove ci sono 10mila addetti metalmeccanici in cassa su 800mila abitanti. Se fossero partiti dal Piemonte o dalla Lombardia sarebbe stato ancora peggio. Altrettanto sarà nel Sud da dove parte il secondo gruppo il 27 maggio. 38 milioni di ore di cassa integrazione nel settore metalmeccanico nel solo mese di aprile. 15 volte tanto rispetto al 2008; quasi 3 volte tanto rispetto a solo pochi mesi fa.
La crisi non è affatto finita e non c’è nessun segnale di ripresa. Chi lo dice lo fa perché non vuole trovare risorse. Il rischio, invece, è che senza un intervento serio la situazione si esasperi e che le crisi di mercato si trasformino in crisi strutturali oppure che anche fabbriche apparentemente sane approfittino della crisi per ristrutturazione e tagli al personale.
Mancano pochi giorni all’arrivo a Roma dei metalmeccanici della Fiom. Arrivano il 31 maggio, pochi giorni prima della festa della Repubblica, quella democratica, anti-fascista e fondata sul lavoro. Vogliono celebrarla così: niente più parate militari il 2 giugno, se una marcia ci deve essere sia quella che stanno facendo loro, quella del lavoro, con le lavoratrici e con i lavoratori incontrati in questi giorni di viaggio, da una città all’altra, da una fabbrica all’altra.

[27 maggio] Rassegna stampa web

Da Pomigliano la marcia del lavoro in bici "È la fabbrica-simbolo ...

L'Espresso - ‎3 ore fa‎
... la carovana di operai metalmeccanici del Sud che aderiscono al progetto "Il lavoro in marcia", organizzato da Fiom con la collaborazione di Uisp e Arci. ...

Fiat, parte il lavoro in marcia

éCostiera.it - ‎4 ore fa‎
“Il lavoro in marcia”, iniziativa organizzata dalla Fiom in collaborazione con Uisp e Arci, è partita stamattina e porterà i lavoratori della Fiat di ...

Crisi/ Parte da Pomigliano carovana in bici dei metalmeccanici

Wall Street Italia - ‎22 ore fa‎
(Apcom) - Parte domani da Pomigliano d'Arco (Napoli), la carovana di operai metalmeccanici del Sud aderenti all'iniziativa 'Il lavoro in marcia' organizzata ...

La lunga marcia (anticrisi) degli operai

Corriere del Mezzogiorno - ‎26-mag-2009‎
È infatti sotto le bandiere della Fiom che gli operai metalmeccanici del sito Fiat aderiscono a «Il lavoro in marcia», iniziativa organizzata domani, ...

Parte oggi alle 9,00 dai cancelli del Gianbattista Vico una ...

Napolinord - ‎8 ore fa‎
Dopo una settimana e due giorni di lavoro, da ieri sera è iniziato così per gli operai dello stabilimento campano della Fiat un nuovo lungo periodo di ...

martedì 26 maggio 2009

[Liberazione, 26 maggio] Il giro d’Italia in bici, quelle prodotte dalla crisi

Continua il tuor della Fiom, che tocca cassaintegrati, licenziati e lavoratori e lavoratrici a rischio. Meta finale, L’Aquila
di Eliana Como

Il giro d’Italia della Fiom è partito da una settimana. Il viaggio è iniziato domenica
scorsa da Padova; ora siamo in Umbria. Tra pochi giorni partono dal Sud le lavoratrici e i lavoratori di Pomigliano e del Molise. La direzione è per tutti L’Aquila il 30 maggio e poi Roma il 31.

lunedì 25 maggio 2009

“Il lavoro in marcia”: l’altro giro d’Italia, attraverso i valori del lavoro e della solidarietà. Arrivo a Roma il 31 maggio

Roma, 25 maggio. Il giro in bici dell’Italia del lavoro è partito: arriverà il 31 maggio a Roma dopo 19 tappe e complessivi 1.000 chilometri (circa).

Sono previste due carovane in bici, metalmeccaniche e metalmeccanici della Fiom, ciclisti dell’Uisp e gruppi associativi Arci: una dal Nord (già partita da Padova il 17 maggio), l’altra da Sud, che prenderà il via il 27 maggio dagli stabilimenti Fiat di Pomigliano d’Arco (Napoli). I due tronconi si ricongiungeranno il 30 maggio a L’Aquila e, dopo un trasferimento tecnico a Tivoli (Villa Adriana), affronteranno l’ultima tappa che il 31 maggio li condurrà a Roma.

L’iniziativa della Fiom-Cgil, in collaborazione con Uisp e Arci, nasce in occasione del centenario del Giro d’Italia: era il 13 maggio del 1909, 127 ciclisti per otto tappe, partenza e arrivo a Milano. Quel primo leggendario giro d’Italia lo vinse Luigi Ganna, muratore di Varese.

In ognuna delle tappe di questo giro “alternativo” sono previsti incontri con i lavoratori, le istituzioni e le associazioni, iniziative culturali, feste musicali. E’ possibile seguire l’andamento di ogni tappa visitando il blog http://lavoroinmarcia.blogspot.com.

“L’opinione pubblica - ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil - non è stata ancora messa in condizione di vedere, e quindi di sapere, quanto sia già estesa e profonda la crisi sociale determinata dalla crisi economica in corso. Spero che questo nostro Giro d’Italia del lavoro possa costituire una prima occasione affinché un numero più ampio di cittadine e di cittadini cominci a rendersi conto della gravità della situazione."

“L’Uisp è l’associazione dello sport sociale e per tutti”, dice Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp. Riteniamo che l’art. 1 della Costituzione e il valore del lavoro vadano difesi e rilanciati in un periodo di crisi economica come questo. Un Giro d’Italia in bicicletta per unire il Paese e sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della compatibilità ambientale”.

“Da questa crisi, che è finanziaria, economica, culturale, ambientale e sociale, si può uscire solo con un’alternativa di modello di sviluppo e di società.” Ha dichiarato Paolo Beni, presidente nazionale dell’Arci. “La nostra associazione partecipa dunque a questa importante iniziativa per farne un’occasione di confronto e di dialogo con le cittadine e i cittadini che soffrono più duramente gli effetti della crisi.“

Info per la stampa (Nord): Eliana Como, tel. 347 510 43 00

Info per la stampa (Sud): Claudio Scarcelli, tel. 345 6560611

www.fiom.cgil.it www.uisp.it www.arci.it

domenica 24 maggio 2009

[l'Unità, 24 maggio 2009] La Sca riapre: in 130 tornano al lavoro

lavoro. La Sca, cartiera di Pratovecchio, riapre per sei mesi: resterà attiva fino al 31 dicembre. A dare la notizia dell’accordo (raggiunto dai sindacatidopo 50 giorni di chiusuramacomunque ancora da definire) sono stati gli operai nel corso dell’incontro con i partecipanti al Giro d'Italia delle Tute Blu annunciando che domani si riapriranno i cancelli.

venerdì 22 maggio 2009

[l'Unità , 22 maggio] Arriva in Toscana il Giro d’Italia della Fiom

Farà tappa anche in Toscana, passando da Pistoia, Prato, Firenze, Pratovecchio e Cortona, l’iniziativa della Fiom Cgil “Il lavoro in marcia”, Giro d'Italia delletute bluin bicicletta.

giovedì 21 maggio 2009

[l'Unità, 21 maggio] In bici contro la crisi: "Industriali difendere il lavoro è utile anche a voi"

L'insolita carovana della Fiom veneta ieri è arrivata a Bologna, oggi continua verso Roma

mercoledì 20 maggio 2009

[Repubblica, 20 maggio] Cassa integrazione alla Datalogic marcia del lavoro in Piazza Maggiore

Repubblica — 20 maggio 2009 pagina 8 sezione: BOLOGNA

DOPO un primo trimestre chiuso a livello di gruppo con ricavi in calo del 23,9% la Datalogic Automation, ha comunicato ai sindacati l' avvio di 12 settimane di cassa integrazione per i 103 dipendenti bolognesi. È solo una delle 600 aziende metalmeccaniche che secondo l' ultimo bollettino della Fiom sono coinvolte dalla cassa integrazione, per circa 22mila lavoratori su 28mila, sintomo di una crisi che tra settembre e ottobre porterà alla «scomparsa di molte piccole imprese e a 3-4mila licenziamenti». Oggi alle 12 fa tappa in piazza Maggiore "Lavoro in marcia", giro d' Italia dei cassintegrati organizzato dalla Fiom veneta. - marco bettazzi
 

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