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lunedì 1 giugno 2009

31 maggio - Roma: il vero giro d'Italia siamo noi!

E’ stata una giornata bellissima, ieri.

E’ stato bello l’ingresso a Roma, lungo la via Tiburtina, dove i lavoratori delle fabbriche metalmeccaniche avevano lasciato le bandiere rosse sulla strada.

E’ stato bello il saluto a Roma, nelle vie che portano alla Piramide, con la gente che ci guardava e ci ascoltava. Eravamo in tanti e – non c’è dubbio – ci siamo fatti sentire. Dal Veneto, da Milano, dall’Abruzzo, dalle Marche, da Pomigliano, dal Molise. C’era Giovanni con noi, lavoratore della SCA, una cartiera in sciopero da 60 giorni; lo avevamo incontrato sabato scorso nel nostro viaggio in Toscana e ci ha raggiunto. E si sono uniti a noi i lavoratori e le lavoratrici del settore pubblico di Roma.

E’ stato bello l’arrivo a Porta San Paolo, dove ci aspettavano i compagni e le compagne della Fiom di Roma.

Siamo entrati, gridando che oggi il vero giro d’Italia siamo noi. Questa è l’Italia vera, quella di chi lavora, quella di chi abbiamo incontrato in questi giorni: le lavoratrici e i lavoratori delle fabbriche in crisi; i precari che sono stati spazzati via; i migranti ricattati dalla paura di perdere il posto di lavoro e di diventare clandestini nel paese in cui vivono e lavorano da anni; i cittadini e le cittadine di L’Aquila, che chiedono di partecipare democraticamente alla ricostruzione della loro città e con i quali sabato siamo entrati per la prima volta dopo il terremoto nella zona rossa.

E i partigiani, tutti quei partigiani che abbiamo incontrato nel nostro viaggio.

Ieri a Roma abbiamo portato tutto questo. E non a caso abbiamo finito il nostro percorso a Porta San Paolo, dove è nata la resistenza romana. Con 1.000 chilometri alle spalle, tutti faticosamente percorsi in bicicletta, siamo arrivati lì, perché siamo contro il fascismo, di ieri e di oggi. Siamo arrivati lì, perché anche il cuore di Roma è ancora antifascista e ieri, nonostante il giro d’Italia la paralizzasse, pareva davvero tutta per noi.

Oggi piove. Sono ripartiti tutti. E Roma è un po’ più triste.

sabato 30 maggio 2009

Rieti - L'Aquila: la strada che sale


La strada sale, si arrampica, si aggrappa alle montagne. E’ senza pietà.

Il gruppo non si arrende. Sono ancora sulla strada. Partiamo alle sei di mattina. Il vento è freddo, tira forte. Il sole si nasconde. 50 chilometri di asfalto. 35 di salita.

Non so se è la determinazione che li porta avanti o la rabbia. La stessa rabbia di tutti quei lavoratori e di tutte quelle lavoratrici che abbiamo incontrato lungo la strada. In cassa-integrazione, in mobilità, licenziati, ricattati, malpagati, derisi, disgregati.

Mentre scrivo è iniziata la discesa. Ci aspettano i compagni e le compagne di L’Aquila e quelli di Pomigliano, Marcianise, Venafro.

Andelante compagneros, hasta siempre!

giovedì 28 maggio 2009

28 maggio - Terni. Alla prossima!


Tutte le sere sono state speciali. Tutte le sere i compagni e le compagne che ci hanno accolto e ospitato ci hanno dimostrato una solidarietà e un affetto speciali.

Però, stasera, è una serata particolare. Non sappiamo esattamente perché.
I compagni di Terni ci hanno ospitato a pranzo nella loro mensa dentro la AST e la sera nel parco del loro dopolavoro. Sono passate ore e sono ancora con noi.
Alla prossima, compagni!

Franco e Silvana


Franco e Silvana, invece, l’anniversario di nozze la hanno fatto qui con noi. A Spoleto.
Lei è impiegata in una azienda metalmeccanica di Treviso. Lui è stato operaio in GBS per una vita.

35 anni di matrimonio.

mercoledì 27 maggio 2009

27 maggio - Come era verde la mia valle


Ripartiamo da Spoleto la mattina presto. La giornata si annuncia torrida, forse anche più di quella di ieri.

Percorriamo la strada che da Spoleto ci porta nel ternano. Attraversiamo i campi, le colline all’orizzonte. E’ terra di lignite, terra di miniere e di minatori. Un tempo arrivavano in queste terre anche dalle altre regioni d’Italia, molti dall’Emilia Romagna. Le miniere alimentavano le acciaierie di Terni.

Ora non ne resta quasi più niente.

Ci fermiamo al monumento ai minatori. Marzo del 1955. Muoiono 29 minatori.

sabato 23 maggio 2009

23 maggio - Cortona, dopo 148 chilometri


Dopo i 60 chilometri per arrivare alla SCA dove abbiamo incontrato i lavoratori in sciopero da 60 giorni (vedi qualche post più giù), da Pratovecchio a Cortona non sono altri 60. Sono molti di più. Oggi, i compagni in bicicletta hanno percorso 148 chilometri. Hanno divorato 148 chilometri. 35 in salita.

Sono arrivati distrutti dalla fatica. Li ho guardati arrancare sull’ultimo tratto di strada per arrivare a Cortona. Gli ultimi 5 chilometri, tutti in salita, la più dura di tutte. Ma sono arrivati, sempre sulle loro gambe. Hanno ripreso fiato e domani ripartiamo. Prima verso Umbertide, poi tappa dopo tappa a Roma il 31 maggio.

Non sono ciclisti. Lo fanno per portare a Roma il messaggio che tutte le lavoratrici e i lavoratori che stiamo incontrando stanno dando loro: noi, lavoratrici e lavoratori di questo paese, la crisi non la vogliamo pagare.
Adelante companeros! E grazie anche ai compagni della UISP che, provincia dopo provincia, non ci hanno mai lasciati da soli sulla strada.

23 maggio - Vogliamo il pane e le rose


Dalla SCA a Cortona. Dopo i 60 chilometri di stamattina, sono altri 60 chilometri. E un bel pezzo di salita.


Questa è la tappa più dura. I compagni in bicicletta non mollano. La stanchezza gliela leggi in faccia. Ma vanno avanti.

Daniele forse è il più stanco di tutti. A vederlo sembra sfinito. Ma per la strada - dalla bicicletta- raccoglie fiori e spighe. Nonostante la fatica, li mette nella bottiglietta vuota che ha sistemato dietro il sellino.

Vogliamo il pane e vogliamo le rose.

23 maggio - Andrea e i ciclisti rossi


I compagni di strada non li lasci mai. Li rincontri sempre. Noi Andrea Satta lo abbiamo rincontrato oggi.

E’ tornato indietro per venirci incontro. Ci ha incontrato per strada. Sulla salita che dalla SCA porta a Cortona. Brindiamo con lui. Il prosecco lo ha portato lui.

Ci racconta dei ciclisti rossi, che all’inizio del 900 giravano fabbrica per fabbrica a portare notizie sugli scioperi.

Gli chiediamo di fare un pezzo di strada con noi. Sale sulla sua bicicletta e si mette in gruppo (vedi foto). Anche lui è un ciclista rosso.

22 maggio - Due compagni di strada


Venerdì sera a Firenze. Stanotte dormiamo in campeggio. Siamo su Piazzale Michelangelo. Sotto di noi c’è tutta Firenze. La prendiamo tutto in uno sguardo.

Stasera andiamo alla Casa del Popolo di San Bartolo. Abbiamo insieme a noi due amici speciali. Due compagni.

Andrea Satta dei Tetes des bois e Sergio Staino. Sono a seguito dei giro d’Italia per l’Unità. Non scrivono di sport. Scrivono dell’Italia, quella vera. Quella che stiamo attraversando noi.

Ci augurano buon viaggio.

Sergio ci regala una vignetta (vedi foto) e Andrea ci regala il suo libro (I Riciclisti. La bicicletta spiegata a mia figlia, ed. Ediciclo). Ci scrive sopra una dedica per me: A Eliana, che lo legga a voce alta a tutti…

Buon viaggio. Siete nostri compagni di strada.

giovedì 21 maggio 2009

21 maggio - Le violiniste della Saeco

Si lavora in catena alla Saeco. Le operaie sono quasi tutte donne. Tutte soffrono di dolori alle mani e alle braccia, molte hanno il tunnel carpale.

La dottoressa aziendale ha spiegato loro che è una malattia che di solito prende chi batte al computer, i violinisti, le ballerine, le mamme perché prendono in braccio i loro figli.

Alcune di loro sono molto giovani, credo non abbiano figli. Forse suonano il violino…
 

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